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 ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti)

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Tornado1977

Tornado1977


Numero di messaggi : 1252
Località : Lazio- Abruzzo
Data d'iscrizione : 09.01.09

ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti) Empty
MessaggioTitolo: ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti)   ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti) Icon_minitimeDom Feb 07, 2010 8:20 pm

Ho provveduto alla triangolazione del brillante bolide (probabilmente ANTISOLARE), ripreso da me e Ferruccio. La prima immagine mostra la ripresa della stazione ITATOR di WNW, già postata nella sezione BOLIDI: riprese VIDEO

ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti) M20091216_012119_T.U._S2P

Analoga situazione per la ripresa IMTN di Ferrara:

ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti) M20091216_012120_Ferrara_Mi_


con il calcolo del Radiante apparente (J.2000.0), praticamente in prossimità dell'area del radiante diffuso delle meteore ANTISOLARI:

ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti) Radiante bolide del 16.12

Per capire meglio di che cosa si tratta, vi fornisco un piccolo estratto del mio articolo, ancora da pubblicare, che tratta di questo tipo di eventi:

Lo sporadico rappresenta meteore e quindi meteoroidi, che impattano l’atmosfera terrestre in maniera “random”, casuale, senza un apparente correlazione con le nubi di detriti di sciami noti. Studi radar, radio e video CCD, hanno evidenziato, nel corso degli anni, la sorgente di questa attività. Le regioni spaziali, che generano questi radianti generici, con diametri apparenti anche di 20°, spesso asimmetrici (es. 20° x 25°) o definiti da sub-zone di irradiazione all’interno della stessa area, che coinvolgono costellazioni differenti e di difficile individuazione, rispetto alle delimitate aree d’irradiazione degli sciami maggiori, sono dovuti ai seguenti contributi: radiante solare, radiante antisolare, radiante dell’apice all’emisfero N, quello dell’emisfero S e i radianti toroidali al latitudine medie (N e S). Le meteore proveniente dal Radiante solare sono invisibili, sia perché ovviamente diurne, sia per la vicinanza alla posizione apparente del Sole, sulla volta celeste. Il RAD antisolare, invece, è osservabile durante la notte ed è responsabile del gran parte del materiale sporadico osservabile nelle normali sessioni di sorveglianza ed è localizzato sull’eclittica a 195° E o 165° W dal Sole, quindi nella posizione diametrale allo stesso. Sorgendo ad E, dopo la calata del Sole, rappresenta il principale generatore di sporadiche durante la notte. Questo Radiante culmina intorno all’00:00 T.U. all’emisfero (N o S), ma l’ora dipende dalla dislocazione degli osservatori sulla superficie terrestre. E’ prodotto dalla bassa inclinazione orbitale delle particelle, che intercettano la Terra, praticamente perpendicolare e presentano, a causa della geometria d’impatto, una distribuzione piuttosto ampia della relativa velocità geocentrica. Le meteore di questa sorgente, il cui moto sulla volta celeste segue la direzione di spostamento nello spazio della Terra, possono talvolta presentare delle lunghe tracce (path) atmosferiche, in direzione solare (Apex Attraction). I contributi, in termini di sporadiche, legati all’Apex, sono prodotti da detriti con orbita retrograda, cioè caratterizzata da un’inclinazione maggiore di 90°, con geometria d’impatto frontale nella direzione di traslazione orbitale terrestre La struttura delle nubi è articolata secondo angoli differenti, i quali determinano delle aree d’irradiazione (sub-radianti) prossime come posizione sulla sfera celeste, ma distinte in termini di componenti. Tali sub-radianti sono localizzati a 15° N e 15° S dall’eclittica e a 90° W dal Sole. La maggiore attività si ha dopo le 23:00 T.U. fino al crepuscolo mattutino, in quanto le posizioni delle aree raggiungono la massima altezza angolare rispetto all’orizzonte locale e creano meteore morfologicamente simili a quelle dei radianti solari. Le nubi toroidali, invece, derivano da polveri disperse su orbite cometarie, fortemente inclinate rispetto all’eclittica e sono attualmente materia di studio tra i professionisti. La difficoltà nell’individuazione di queste sorgenti deriva dall’esiguo numero di meteore osservabili e l’ampio campo angolare su cui si proiettano le stesse, lungo la sfera celeste. Ciò contribuisce a far variare la velocità angolare relativa, uno dei criteri d’attribuzione di un oggetto ad uno specifico sciame, anche all’interno della stessa zona d’irradiazione: questo implica la difficoltà di definire univocamente l’oggetto. Sommando tutti i contributi, precedentemente elencati, si ha comunque una bassa intensità, intesa come ZHR, che difficilmente supera le 5-6 meteore/ora. Il monitoraggio e lo studio di questi esigui contributi permetterebbe di capire l’evoluzione dei radianti generanti le sporadiche.


In ultimo l'orbita eliocentrica del relativo meteoroide (QA: 98.4%, indice di un ottimo computo, con basso errore di parallasse)

ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti) Orbita Bolide del 16.12.2009_012119 TU

Orbita tipicamente asteroidale, confermata anche dalla bassa velocità geocentrica e i flares a fine traccia apparente.
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ORBITA bolide del 11102009_235355.JPG (Ferrara-Rieti)
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